3.12.13

Lucignolo 2.0#Anche No!

Lucignolo tornato alla ribalta da qualche mese, da sempre un programma irriverente che mostrava la dura e cruda verità delle notti brave dei giovani degli anni novanta.
Oggi, però la versione 2.0, è più Zero che Due.

Il massimo del trash televisivo credo l'abbia raggiunto con la puntata andata in onda domenica sera, proponendo a parer mio alcuni servizi di totale bassezza. Tra questi due i più significativi:
1. L'importante è lavorare poco e con il massimo guadagno: mignottismo alla ribalta.
2. Mamma da grande farò la pornostar così avrò tanti soldi.

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Nella prima intervista, ragazze perlopiù straniere, ma anche molte italiane, basta pensare alle baby squillo del Parioli, intraprendono la via della prostituzione, giudicata la strada più facile per fare molti soldi. 
Possedere un lavoro anche apparentemente umile, crearsi un piccolo futuro e una propria identità sono del tutto secondarie, in quanto il messaggio oggi è: "ma perchè fare la barista, lavorare 9 ore e prendere una miseria? Se faccio la lap dance, o la spogliarellista risparmio su i vestiti, perchè sono praticamente nuda e inoltre posso guadagnare anche 8.000 euro al mese (esenti tasse).

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Stesso concetto per il secondo servizio, come se Lucignolo 2.0 fosse diventato un centro per l'impiego, va ad intervistare altre giovani donne che da grande vogliono fare la pornostar. Sono lì, quasi senza veli, pronte a voler diventare le future Porno Dive, perchè il loro e unico sogno nel cassetto è quello di fare una montagna di soldi, diventare famose e conoscere molte persone. 


Ma il vero scopo di questi servizi qual'era? Renderci partecipi del fatto che oggi le donne hanno abbandonato i classici lavori, dedicandosi a quel qualcosa che non cadrà mai in desuetudine?
Credo che questa crisi economica sia arrivata a giusitifcare tali mansioni, dove molte ragazze si nascondono dietro al fatto di non essere remunerate in modo adeguato, concludendo che oggi se vogliamo vivere dobbiamo darsi alla prostituzione e vestirsi di latex.


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