23.4.13

CRONACA NERA: SUICIDIO O FOLIE A DEUX

Ogni giorno le cronache dei Tg riportano atti violenza, morti e suicidi che rimangono inspiegabili per chi rimane.
Questo argomento ampiamente trattato da una mamma blogger the yummymom nel suo utlimo post Madri che uccidano i figli, mi ha fatto pensare, quando ancora una volta la cronaca ci racconta di un suicidio di due amici, di due ragazzi trovati distesi uno accanto all'altro con solo una lettera di spiegazioni.

Il suicidio non è mai spiegabile, non saranno due righe a chiarire le ragioni di questa decisione, perchè i familiari rimaranno lì nel dolore di chi non ha capito, di chi non ha saputo forse aiutarli.


Suicidarsi non è sinonimo di essere poco intelligenti o non essere normali, come spesso viene detto, perchè io mi chiedo qual'è il concetto di normalità?
Pensarlo, organizzarlo, premeditarlo è qualcosa di più di essere poco intelligenti, chi ha un problema psicologico può essere pazzo ma non scemo.
La mente in situazioni di grave sofferenza psicologica, può essere vulnerabile, poco lucida e molto influenzabile, tanto da ritenere le idee e i comportamenti dell'altro, le scelte migliori.

Cosa spinge due amici, due padri di famiglia a togliersi la vita insieme, a programmare in modo maniacale la loro fine.
Di fronte a questi eventi così tragici le domande sono infinite e le più rimarrano senza risposta, perchè nessuna risposta sarà valida per fornire una giustificazione per tali gesti. Ma noi esseri umani nè abbiamo bisogno, per capire, per analizzare ma anche per spiegare ad un figlio come mai papà non c'è più.
Scegliere di morire è quando si pensa che non ci siano altre vie d'uscita. E' come un tarlo che ti logora da dentro, e pur quanto sia difficile da individuare e prevedere, non è qualcosa d'impossibile. 
Il suicidio è qualcosa che scuote l'anima della gente, e anche di noi clinici.
Ogni volta che succede fà sempre un grande clamore.
Io dico allora utilizziamo queste parole nel modo giusto: sensibilizziamo e preveniamo.


  
 

 



 

 

 

 

6 commenti :

  1. ogni giorno si sente queste tragedie...i luoghi comuni sono sempre presenti, specialmente riguardo la psicologia o psichiatria ma nessun fa niente di concreto.

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  2. nel giornale di oggi il marito della donna che ha ucciso la bimba e poi se stessa dice queste testuali parole:
    Da un anno e più ho fatto il mio umanamente possibile per aiutare Alessia e mi sono trovato davanti ad un sistema che non può intervenire in aiuto perchè la persona che sta male, per una disfunzione chimica, quindi non in grado di capire che sta male, non può essere obbligata a curarsi se non vuole lei: peccato solo che non possa volerlo»
    Di fronte alla malattia mentale si è impotenti e si viene lasciati soli.

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    1. l'ho sentito anch'io...purtroppo è vero...lavorando nell'ambiente so cosa significa, perchè o è consenziente o altrimenti trattamento sanitario obbligatorio. Dovrebbero essere fatte campagne di prevenzione e di psicoeducazione, tanti non conoscano e anche chi sa spesso non è in grado...ma noi italiani a quanto pare pensiamo ad altro

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  3. E' sgomento, da parte mia, pensare a quanto dolore possa essersi accumulato per far sì che si arrivi ad un gesto del genere.

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